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Caresto è così chiamato un piccolo colle attorno alla cittadina di Sant'Angelo in Vado. Un tempo era dominato da un castello (come si vede nel Codice barberiniano insieme ai principali castelli e città della provincia; opera del pittore pesarese Francesco Mingucci sec. XVI).
* INIZIO DELLE ATTIVITA'. Quando nel 1972 iniziammo le attività con il gruppo scout del paese, a Caresto non vi abitava più nessuno da almeno una decina di anni; il parroco non vi abitava da vari decenni. La chiesa e la casa canonica erano crollate; la chiesa era diventata la stalla di un cavallo; la strada di accesso era ormai irriconoscibile; tutto era pieno di piante e rovi. Gli scouts volevano farci un campo di lavoro, ma poi ci si affezionarono e continuarono a frequentare quel luogo, insieme ai giovani della zona, con la guida di don Piero. Col tempo iniziò il recupero della chiesa e poi della casa canonica. Tutto avveniva con l'opera dei giovani, con il saltuario aiuto di qualche genitore più esperto. Così verso il 1979 la casa, ricostruita dalle fondamenta era arrivata al tetto.
Fu in quegli anni che venne la prima famiglia ad abitare a Caresto e ‘fare comunità', poi ne vennero altre, nacquero bambini; si imparava a conoscere la vita di famiglia e la spiritualità matrimoniale stando gomito a gomito; vivendo e camminando insieme. Ma solo qualche anno dopo fu chiaro il progetto che poi avrebbe caratterizzato Caresto: rendere questo luogo un eremo per la spiritualità delle famiglie; non un luogo destinato a fare un ‘convento di famiglie', ma un luogo dove le famiglie interessato possano venire per qualche giorno, ristorarsi spiritualmente e poi tornare alle consuete occupazioni.
Appunto quello che ci aveva sapientemente detto quel buon religioso di Padre Giovanni Vannucci (Eremo delle Stinche - Fi) "Gli animali del bosco, quando trovano una buona sorgente tornano ad abbeverarsi ad essa. Preoccupatevi che Caresto sia una buona sorgente: la gente verrà, anche se adesso non sapete chi sarà".
Molto importante e formativo fu il cammino fatto per tanti anni con un grosso gruppo di famiglie della diocesi (quella volta non c'era ancora la pastorale diocesana della famiglia). Con esso si fecero le prime esperienze, si imparò un metodo, che poi è quello che ha dato origine agli esercizi spirituali nei fine-settimana per le famiglie.
* L'ETIMOLOGIA DEL NOME - Dicono che proviene dal latino medioevale 'carestum' (mancare di). O forse proviene dal greco (l'influsso culturale è attestato tra l'altro anche da due chiese che hanno nomi tipicamente greci: S. Agata che era dentro il castello e poco più a valle S. Sofia), dalla parola 'karis' e karistos , cioè bello, grazioso.
* Certamente deve leggersi tutto unito: cioè Caresto e non con il ca' abbreviazione di ‘casa', come si chiamano tanti predi dalle nostre parti: primo perchè quando ancora non esistevano questi modi di chiamare i poderi, già Caresto c'era, poi perchè in tutte le fonti dove troviamo questo nome in latino è "Carestum o anche Charestum"; ma sempre un'unica parola come Sorbetolo e Selvanera ..
* STORIA DEL CASTELLO. Si può ritenere che Caresto esistesse come pagus (villaggio), contemporaneamente al Tifernum Mataurense (oggi Sant'Angelo in Vado).
Ottone I, imperatore di Germania, dopo che nell'anno 951 aveva stretto d'assedio San Leo, facendovi prigioniero Berengario II, ultimo infelice re d'Italia, passò a conquistare i vicini possedimenti della Massa Trabaria. In quella circostanza avrebbe privilegiato alcuni signori dei nostri luoghi e i loro castelli, dandone alcuni in investitura a generale che con lui erano venuti dalla Germania.
Nel 1278 il papa Nicolò III, scrivendo al Rettore della provincia della Massa Trabaria, di cui Sant'Angelo era la capitale, lo esorta a ricondurre all'obbedienza della Chiesa di Roma alcuni castelli che erano finiti in potere di feudatari particolari e nomina tra gli altri i Palazzi, Borgopace, Paganico e il nostro Caresto;
Il più illustre ‘signore' del castello è il famoso letterato umanista card. Pietro Bembo; fu anche in potere dei Santucci e anche degli Ubaldini.
Nel 1673 Caresto aveva ancora le sue milizie, che allora erano comandate da Felice Brandi, il quale aveva 83 anni. Il castello pian piano perse di importanza e divenne semplicemente un villaggio abitato da agricoltori.
Nell'ultimo secolo vi ha abitato la famiglia Brandi e il suo contadino, la famiglia Londei, il parroco e il contadino del parroco. Cinque case con la chiesa.
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